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Ospedale Benedetto XVI - Un aggiornamento


Informazioni in diretta: Mons. Paiaro ci descrive la situazione di Nyahururu e com'è nata l'idea del nuovo ospedale  (da una e-mail del 6 dicembre 2013 )

From: Luigi Paiaro To: Mano nella mano Sent: Friday, December 06, 2013 8:53 AMSubject: Re: Mano nella Mano onlus
A tutti gli amici di Mano nella Mano,
Grazie sempre per la vostra generosità pur in tempi non facili: ma vi anima lo Spirito di condivisione e di amore per gli ammalati: del resto Il Signore l'ha detto e lo dice chiaro e sempre "abbiate cura degli infermi"
L'Ospedale: 
E' nella Contea (County) del Laikipia, nome Maasai che invita al pascolo di mucche, pecore, cammelli ecc. e infatti i Maasai venivano a pascolare in questo territorio,ma non si fermavano, in genere venivano quando sapevano che era piovuto e quindi c'era erba. Un gruppo di loro chiamato "Ol Laikipial" si e' fermato al Nord della Contea, posto chiamato DolDol.
IL territorio e' diventato Diocesi assieme alla Contea del Nyandarua (= distesa o altopiano  sotto la catena di montagne Aberdare con la foresta ora parco Nazionale).
La Diocesi iniziata  il 25 Marzo 2003, e' stato il territorio dove sono arrivati i Preti Diocesani di Padova nel 1964, provenienti da una missione "Tetu"  dove il primo di Padova, ora defunto, Domenico Zordan era arrivato nel 1958 per avere l'idea di come si evangelizza in terra di Missione, visto che la stessa Parrocchia di Tetu era stata iniziata circa 40 anni prima dai Missionari della Consolata. A don Zordan si e' unito un altro Prete Diocesano di Padova nel 1959, Don Giovanni Magnabosco, e nel 1963, gennaio, e' arrivato anche Don Luigi Paiaro.
La nuova Diocesi con un'area di 8.000 Km2, ha, ora, 31 Parrocchie. Un ospedale cattolico nella parte sud, Kinangop, iniziato nel 1965 nella residenza di un bianco-Boero del Sud-africa che con l'indipendenza del Kenya ha lasciato tutto al nuovo Governo Kenyota, e il primo Presidente: Jomo Kenyatta, ha regalato la casa coloniale al Vescovo di Nyeri Mons. Gatimu che era suo amico perché provenienti dallo stesso villaggio vicino a Nairobi. I due leaders, Presidente Kenyatta e Vescovo Mons. Cesare Gatimu, hanno deciso che la stessa casa diventasse ospedale, e ora è una realtà molto ben organizzata.
La parte nord della Diocesi, cioè la Contea del Laikipia, dista dal primo ospedale 100 km, e si estende. E' sorta quindi l'idea di avere un ospedale cattolico nel territorio del Laikipia dove non c'e una istituzione sanitaria cattolica eccetto qualche dispensario.
La popolazione aumenta di anno in anno e quindi la Chiesa si deve interessare degli ammalati e di chi è nel bisogno. Da notare che la Contea del Laikipia ha molte persone che appartengono a 15 etnie diverse, la maggioranza di queste è di persone nomadi. 
L'ospedale è iniziato nel 2007 con l'aiuto del C.U.A.M.M. di Padova in una semplice sala come Dispensario, e poi si è trasferito nel nuovo complesso ospedaliero che sta sorgendo, come si vede dalle foto. L'ospedale è iniziato con una finalità ben precisa, e col consenso di tutto il presbiterio diocesano: dare un volto nuovo alla cura degli ammalati, come ha sempre fatto la Chiesa, e insegnare che gli ammalati sono persone predilette da Dio. Con particolare attenzione alle donne e in particolare quelle giovani che si trovano in mezzo ad una società, purtroppo, dominata da idee ataviche e da nuovi costumi che la Chiesa aiuta a controllare e correggere per quanto possibile.
Quindi l'Ospedale si cura particolarmente delle ragazze madri e delle donne che non sono rispettate e che, purtroppo sono tentate di abortire. Cura particolare viene data alle gestanti colpite da malattie che possono portare conseguenze al bambino.
Quindi  si cerca di dare valore all'amore per la vita, rispetto, assoluta confidenzialità con cura attenta e amorosa. Si desidera che il nuovo centro sia di qualità per cure particolari che diano dignità alla persona, divenendo centro di diagnostica personalizzata e di servizio ai poveri con contributo minimo dei pazienti, cioè collaborino alle spese con quanto possono.
Al momento ci sono le Suore  di una Congregazione locale che si prendono cura del dispensario,  assistite da 3 infermiere locali e un infermiere professionale, due tecnici di laboratorio e altre persone di supporto es.: autista , guardiano.
Attualmente i pazienti che hanno bisogno di cure vengono esaminati e contribuiscono con mezzo euro, più il costo delle medicine che varia.
Si spera di poter dare inizio al reparto maternità, con l'aiuto di quanti si sentono di poter cooperare: sono stati regalati dall'Italia 25 letti, e' in fase di completamento la sala operatoria  che necessità di strumenti, la sala raggi deve essere fornita di apparecchi raggi. Alcuni amici hanno contribuito per l'acquisto di un semplice apparecchio di ecografia.
'E' con tanta semplicità che ci affidiamo alla Provvidenza attraverso persone generose e che hanno a cuore le persone sofferenti e in difficoltà.
Un particolare ringraziamento va alla ONLUS Mano nella Mano per il continuo interessamento e aiuto concreto.
Chiedo scusa della lunga descrizione sperando di aver chiarito un po' le intenzioni e le finalità dell'opera che sta sorgendo.
Con un caro augurio di Grazie particolari in questo tempo natalizio e con l'inizio del nuovo anno, resto di tutti obbl.mo +Luigi Paiaro-Vescovo di Nyahururu in pensione.

 

 


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